Filosofia delle scienze criminali
Sull'estetismo del pensiero di Saverio Fortunato
di Dott. Giuseppe Maggio
(Dottore in Scienze Economiche, Maresciallo Guardia di Finanza)
 

 

Afferma Saverio Fortunato: «La nostra società non compensa chi fa andare bene le cose. Non produce, per esempio, il giurista della prevenzione al crimine o al delitto. Preferisce produrre industrialmente psicologi, consiglieri speciali, criminologi, psichiatra, assistenti sociali, direttori di carceri speciali, mentre è del tutto evidente che il più felice paese non è quello che dispone del massimo numero di questi personaggi, bensì quello che più di ogni altro può farne a meno»

 
 

L’ approccio  al pensiero del professore, peraltro personale,  mi fa prendere coscienza sul piano concettuale del livello qualitativo, connesso con l’estetismo del suo pensiero, cioè con il desiderio di desiderare un mondo che non sia soltanto un po’  migliore e più razionale del nostro, ma che sia assolutamente privo di ogni imperfezione: non un’automobile vecchia e  rappezzata dalle continue riparazioni meccaniche o elettriche, ma un’automobile solida e indistruttibile, ossia  un nuovo mondo, veramente bello.
Questo atteggiamento estetico è un atteggiamento perfettamente comprensibile, credo che la maggior parti di noi coltivi più o meno siffatti sogni di perfezione, ma solo se questo entusiasmo estetico diventa pienamente apprezzabile soltanto se è frenato dalla ragione, dal senso di responsabilità, da un umanitario impulso ad aiutare, altrimenti è un entusiasmo pericoloso, destinato a trasformarsi in una forma di neurosi o d'isterismo.
L’estetismo più vigoroso lo troviamo in Platone che cercò di vedere  con chiarezza un modello , il “divino originale“ del suo lavoro e di copiarlo fedelmente. Quello che Platone definisce dialettica è, per lo più, l’intuizione intellettuale del mondo della pura bellezza. I suoi sperimentati filosofi sono uomini che hanno veduto “la verità sul bello, sul giusto e sul bene“ e sono in grado di farla discendere dal cielo in terra. Io non credo che le vite umane possono essere ridotte a strumenti al fine di soddisfare il desiderio di auto espressione di un artista , ma al contrario dobbiamo pretendere che ad  ogni uomo sia riconosciuto, se lo vuole, il diritto di foggiarsi da sé la propria vita, nella misura in cui ne risulta impedito l’analogo diritti degli altri.
I sogni di bellezza devono essere subordinati alla necessità di aiutare gli uomini che sono in difficoltà e che patiscono ingiustizia e alla necessità di costruire istituzioni  che servono a questi fini. 
Con la stessa verve  e con molto radicalismo, Platone dice nel Politico a proposito dei reggitori regi che governano in conformità con la Scienza Suprema di Governo: “Sia che avvenga ad essi di governare con legge o senza legge, col consenso o senza il consenso dei sudditi…. E sia che essi purghino lo stato per il suo bene  uccidendo o deportando (o “bandendo“) alcuni dei suoi cittadini …… finché procedono secondo giustizia e preservano… lo stato e lo rendono migliore di quello che era, questa forma di governo deve essere proclamata la sola giustizia“.
E' ciò che hanno in mente coloro che parlano del nostro “sistema sociale “ come di un sistema imperfetto e dalla necessità di sostituirlo, anziché cooperare con le istituzioni che dovrebbero rendere possibile una vita migliore negli standard nella moralità di questo sistema sociale, che deve essere cancellato.
Il punto di appoggio, al di fuori del mondo sociale, sul quale possa far leva al fine di farlo uscire dai cardini non esiste e il mondo sociale in cui viviamo deve continuare a funzionare, riformando le istituzioni a poco a poco finché non abbiamo una più vasta esperienza di vita sociale imparando attraverso tentativi ed errori, facendo sbagli e miglioramenti...
Non è ragionevole presumere che una completa ricostruzione del nostro mondo sociale debba  portare senz’altro a un sistema capace di funzionare,
al contrario, dobbiamo aspettarci che data la nostra poca esperienza, saranno commessi altri errori che possono essere eliminati solo mediante un lungo e laborioso processo di piccoli aggiustamenti. Al contrario, coloro i quali ripugnano questo metodo, dovranno di nuovo distruggere la loro società di recente costruzione, per ricominciare di nuovo e poiché la nuova partenza, per le stesse ragioni, non potrà portare neanche essa alla perfezione, dovranno ricominciare continuamente senza mai approdare a nulla. L’estetismo e il radicalismo ci portano fatalmente alla liquidazione della ragione e alla sua sostituzione con una disperata speranza di miracoli, con un atteggiamento irrazionale di sognare un mondo perfetto che alcuni hanno definito Romanticismo.

 

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