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L’
approccio al pensiero del professore, peraltro personale, mi fa
prendere coscienza sul piano concettuale del livello qualitativo,
connesso con l’estetismo del suo pensiero, cioè con il desiderio di
desiderare un mondo che non sia soltanto un po’ migliore e più
razionale del nostro, ma che sia assolutamente privo di ogni
imperfezione: non un’automobile vecchia e rappezzata dalle continue
riparazioni meccaniche o elettriche, ma un’automobile solida e
indistruttibile, ossia un nuovo mondo, veramente bello.
Questo atteggiamento estetico è un atteggiamento perfettamente
comprensibile, credo che la maggior parti di noi coltivi più o meno
siffatti sogni di perfezione, ma solo se questo entusiasmo estetico
diventa pienamente apprezzabile soltanto se è frenato dalla ragione, dal
senso di responsabilità, da un umanitario impulso ad aiutare, altrimenti
è un entusiasmo pericoloso, destinato a trasformarsi in una forma di
neurosi o d'isterismo.
L’estetismo più vigoroso lo troviamo in Platone che cercò di vedere
con chiarezza un modello , il “divino originale“ del suo lavoro e di
copiarlo fedelmente. Quello che Platone definisce dialettica è, per lo
più, l’intuizione intellettuale del mondo della pura bellezza. I suoi
sperimentati filosofi sono uomini che hanno veduto “la verità sul bello,
sul giusto e sul bene“ e sono in grado di farla discendere dal cielo in
terra. Io non credo che le vite umane possono essere ridotte a strumenti
al fine di soddisfare il desiderio di auto espressione di un artista ,
ma al contrario dobbiamo pretendere che ad ogni uomo sia riconosciuto,
se lo vuole, il diritto di foggiarsi da sé la propria vita, nella misura
in cui ne risulta impedito l’analogo diritti degli altri.
I sogni di bellezza devono essere subordinati alla necessità di aiutare
gli uomini che sono in difficoltà e che patiscono ingiustizia e alla
necessità di costruire istituzioni che servono a questi fini.
Con la stessa verve e con molto radicalismo, Platone dice nel Politico
a proposito dei reggitori regi che governano in conformità con la
Scienza Suprema di Governo: “Sia che avvenga ad essi di governare con
legge o senza legge, col consenso o senza il consenso dei sudditi…. E
sia che essi purghino lo stato per il suo bene uccidendo o deportando
(o “bandendo“) alcuni dei suoi cittadini …… finché procedono secondo
giustizia e preservano… lo stato e lo rendono migliore di quello che
era, questa forma di governo deve essere proclamata la sola giustizia“.
E' ciò che hanno in mente coloro che parlano del nostro “sistema sociale
“ come di un sistema imperfetto e dalla necessità di sostituirlo,
anziché cooperare con le istituzioni che dovrebbero rendere possibile
una vita migliore negli standard nella moralità di questo sistema
sociale, che deve essere cancellato.
Il punto di appoggio, al di fuori del mondo sociale, sul quale possa far
leva al fine di farlo uscire dai cardini non esiste e il mondo sociale
in cui viviamo deve continuare a funzionare, riformando le istituzioni a
poco a poco finché non abbiamo una più vasta esperienza di vita sociale
imparando attraverso tentativi ed errori, facendo sbagli e
miglioramenti...
Non è ragionevole presumere che una completa ricostruzione del nostro
mondo sociale debba portare senz’altro a un sistema capace di
funzionare, al contrario, dobbiamo aspettarci che data la nostra
poca esperienza, saranno commessi altri errori che possono essere
eliminati solo mediante un lungo e laborioso processo di piccoli
aggiustamenti. Al contrario, coloro i quali ripugnano questo metodo,
dovranno di nuovo distruggere la loro società di recente costruzione,
per ricominciare di nuovo e poiché la nuova partenza, per le stesse
ragioni, non potrà portare neanche essa alla perfezione, dovranno
ricominciare continuamente senza mai approdare a nulla. L’estetismo e il
radicalismo ci portano fatalmente alla liquidazione della ragione e alla
sua sostituzione con una disperata speranza di miracoli, con un
atteggiamento irrazionale di sognare un mondo perfetto che alcuni hanno
definito Romanticismo. |
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